Cosmetici alla Tremella: perché il “fungo gelatinoso” viene utilizzato nella cura della pelle

Questo articolo è disponibile anche in: Deutsch Español Français

La Tremella fuciformis, nota anche come “orecchio d’argento” o “fungo gelatinoso”, è famosa soprattutto per la sua insolita struttura gelatinosa. Cosa si nasconde dietro questa caratteristica e perché i polisaccaridi della Tremella sono interessanti per le formulazioni cosmetiche.

Alcuni funghi sembrano provenire più da un mondo fantastico che dal tronco di un albero. La Tremella rientra chiaramente in questa categoria: delicata, quasi trasparente e un po’ simile a una spugna chiara e gonfia. Non c’è da stupirsi che in inglese venga spesso chiamata “Jelly Mushroom ”.

Il nome scientifico è Tremella fuciformis. In tedesco è diffusa anche la denominazione “Silberohr ”. In alcune zone dell’Asia orientale questo fungo è noto da tempo come fungo commestibile e coltivato; in contesti storici, in quelle regioni veniva associato, tra l’altro, alla bellezza, all’idratazione e all’equilibrio. Tali tradizioni raccontano molto sulle concezioni culturali dell’epoca, ma non costituiscono una prova di effetti cosmetici o salutari ai giorni nostri.

Nel frattempo anche la ricerca si sta interessando alla Tremella, soprattutto per i suoi polisaccaridi. In questo contesto, non si tratta innanzitutto di grandi miracoli di bellezza, bensì di una questione piuttosto concreta: come sono strutturati questi carboidrati complessi, come si comportano nei liquidi e quali proprietà potrebbero renderli interessanti per diversi settori relativi ai materiali e alle formulazioni?

Cosa rende interessante la cosmesi alla Tremella

Il fungo Tremella si distingue soprattutto per la sua struttura gelatinosa. Ciò è dovuto alla sua composizione: il fungo contiene polisaccaridi, ovvero carboidrati complessi in grado di formare strutture gelatinose a contatto con l’acqua. In breve: non è magia, ma struttura molecolare.

Questi polisaccaridi di Tremella non sono tutti uguali. La loro composizione, ramificazione e dimensione possono variare a seconda della materia prima e del processo di produzione. Proprio per questo motivo sono oggetto di studi scientifici: Tali proprietà influenzano, tra l’altro, il modo in cui una sostanza si distribuisce in una formulazione, la sua viscosità o fluidità e la sua capacità di trattenere l’acqua nella propria struttura. Una revisione scientifica sulla struttura, l’estrazione e le possibili applicazioni dei polisaccaridi di Tremella classifica in modo dettagliato questa varietà.

Dal punto di vista cosmetico, questa proprietà del materiale è interessante . I polisaccaridi della Tremella possono quindi essere presenti come ingredienti in alcune formulazioni cosmetiche. Ciò non implica tuttavia automaticamente un determinato effetto di un prodotto specifico: la formulazione, la concentrazione, la lavorazione e l’interazione tra tutti gli ingredienti sono fattori determinanti. Il fungo di per sé non è quindi una scorciatoia per la bellezza – anche se, bisogna ammetterlo, il nome «Jelly Mushroom» suona piuttosto affascinante

Perché Tremella viene presa sul serio nella ricerca

La Tremella non è presente solo nella ricerca cosmetica. I suoi componenti vengono descritti anche nella scienza alimentare, nella ricerca sui materiali e nella ricerca di base. Particolare attenzione è rivolta ai polisaccaridi della Tremella, ovvero i carboidrati complessi che conferiscono al fungo la sua caratteristica struttura gelatinosa.

Per i ricercatori, tra le altre cose, sono interessanti le sue proprietà reologiche. A prima vista sembra un termine che si preferirebbe leggere tre volte molto lentamente. In realtà si intende semplicemente: come si comporta una sostanza in un liquido? Quanto è viscosa o fluida, forma una struttura gelatinosa e questa rimane stabile in diverse condizioni?

Tali questioni sono particolarmente rilevanti proprio nel caso delle formulazioni cosmetiche. Un ingrediente non solo deve integrarsi bene in una formulazione, ma anche interagire con gli altri componenti e rimanere stabile per tutta la durata di utilizzo prevista. La Tremella non viene quindi considerata un singolo «principio attivo miracoloso», bensì una materia prima dalla composizione complessa. Le dimensioni molecolari, la ramificazione e il processo di estrazione possono modificare le proprietà dei polisaccaridi ottenuti: un campione di laboratorio non è automaticamente uguale a un altro campione di laboratorio.

Umidità - ma diversa

Un pezzo di fungo Tremella in una capsula di Petri su un banco da laboratorio, circondato da una bilancia, sostanze chimiche, un taccuino e altri strumenti di analisi

Non appena la Tremella fa la sua comparsa nel settore cosmetico, spesso viene paragonata all’acido ialuronico. L’espressione «alternativa naturale all’acido ialuronico», pur essendo accattivante, induce rapidamente in errore: la Tremella e l’acido ialuronico sono sostanze diverse. Ciò che hanno in comune non è un effetto cosmetico garantito, bensì il fatto che le loro proprietà vengono studiate in relazione a formulazioni a base acquosa.

Uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista specializzata *Cosmetics* ha esaminato l’ottimizzazione delle formulazioni cosmetiche contenenti estratto di Tremella fuciformis. Sono state confrontate le proprietà fisico-chimiche e i valori misurati della rispettiva formulazione completa con quelli di una formulazione priva di tale estratto. Si tratta di un’indicazione interessante per la ricerca sulle formulazioni, ma non costituisce una prova del fatto che la Tremella, come singola materia prima, produca un risultato specifico in ogni persona o in ogni prodotto.

In breve: lo studio descrive una formulazione testata concretamente in condizioni ben definite. Non risponde alla questione più ampia relativa alla bellezza per tutti i possibili prodotti a base di Tremella. È proprio questa distinzione a essere meno spettacolare, ma, a dire il vero, anche decisamente più utile.

Barriera cutanea, stress e l’influenza invisibile della vita quotidiana

La nostra pelle non è un materiale isolato, bensì un tessuto complesso che interagisce con l’ambiente circostante. Il clima, i raggi UV e altri fattori esterni possono influire sulla sua superficie e sulla composizione delle formulazioni cosmetiche. Questo è uno dei motivi per cui la ricerca cosmetica non si limita a considerare i singoli ingredienti, ma ne studia anche le proprietà all’interno di modelli chiaramente definiti.

Per quanto riguarda la Tremella, l’attenzione si concentra soprattutto sulla composizione dei suoi polisaccaridi, sulle modalità di estrazione e sulle possibilità di impiego in diversi ambiti. Una revisione pubblicata nel 2021 sulla produzione, la struttura e le applicazioni dei polisaccaridi della Tremella riassume lo stato della ricerca degli ultimi due decenni. Allo stesso tempo, essa evidenzia il limite fondamentale di tale letteratura: i risultati provengono da estratti, approcci di laboratorio e campi di applicazione molto diversi tra loro. Da essi non è possibile ricavare una conclusione univoca riguardo a una specifica formulazione cosmetica o a un tipo di pelle specifico.

Non si tratta di un dettaglio marginale, bensì del fulcro di una valutazione seria: non tutti i polisaccaridi sono uguali. L’origine del materiale, il processo di estrazione, la dimensione molecolare e la concentrazione possono variare – e con essi anche le proprietà che vengono successivamente analizzate. Un po’ meno affascinante di una promessa di bellezza, ma decisamente più vicino a ciò che la ricerca è effettivamente in grado di realizzare.

Diversi funghi fuciformis freschi, di colore bianco crema, su una tavola di legno con un po’ di corteccia d’albero: materia prima per i cosmetici a base di Tremella

Il "Jelly Mushroom" e lo stress ossidativo della pelle

Nella ricerca, il termine “stress ossidativo” descrive uno squilibrio che viene studiato, tra l’altro, in modelli cellulari e di laboratorio. Se ne discute spesso in relazione ai raggi UV e ai processi di invecchiamento biologico. In un articolo di blog è importante non confondere i livelli: i risultati ottenuti sulle cellule in laboratorio non costituiscono una previsione per la pelle umana né per un qualsiasi prodotto cosmetico.

Uno studio sperimentale del 2017 condotto su fibroblasti cutanei umani ha testato un estratto di polisaccaridi di Tremella in un modello cellulare le cui cellule erano state precedentemente sottoposte a esposizione al perossido di idrogeno. Gli autori hanno quindi misurato, tra l’altro, i marcatori dello stress ossidativo, della morte cellulare e di alcune vie di segnalazione selezionate. Il risultato rientra nell’ambito della ricerca di base: descrive ciò che è stato osservato nelle cellule in coltura in queste condizioni di laboratorio strettamente limitate – né più né meno.

Inoltre, uno studio sperimentale sugli animali pubblicato nel 2015 ha esaminato i polisaccaridi della Tremella fuciformis in un modello di alterazioni cutanee indotte dai raggi UV. Anche in questo caso vale quanto segue: i modelli animali aiutano a strutturare le questioni di ricerca e a esplorare i possibili meccanismi. Tuttavia, non sono direttamente trasferibili agli esseri umani, a specifici prodotti cosmetici o al loro utilizzo.

In breve: questi studi rendono la Tremella un oggetto di ricerca interessante. Tuttavia, non costituiscono un via libera per affermazioni del tipo «protegge», «rafforza» o «contrasta l’invecchiamento cutaneo» – per quanto allettanti possano essere tali slogan.

La Tremella nelle storie culturali dell’Asia orientale

La Tremella fuciformis vanta una lunga storia come fungo commestibile e coltivato in alcune regioni dell’Asia orientale. Nelle fonti cinesi e nelle tradizioni culinarie, l’orecchio d’argento ricorre spesso; anche i concetti di equilibrio, “Yin” e nutrimento rientrano in questo quadro interpretativo storico.

Tali concetti, tuttavia, non possono essere tradotti alla lettera nel linguaggio della cosmesi moderna o della biochimica. Essi raccontano soprattutto come le persone abbiano inquadrato il fungo in un determinato contesto culturale e storico. Da una tradizione storica non si può quindi dedurre alcuna affermazione sugli effetti odierni – per quanto a volte si vorrebbe tracciare una bella linea diretta dal passato al presente.

È proprio questo che rende la Tremella interessante dal punto di vista della storia della cultura: questo fungo non si distingue solo per il suo insolito aspetto gelatinoso, ma anche per la questione di come i significati attribuiti alle piante e ai funghi siano cambiati nel corso dei secoli. La tradizione è un contesto, non una prova di efficacia.

Dal fungo all’ingrediente cosmetico: cosa c’è in mezzo

Tra un fungo presente in natura e un ingrediente riportato in un elenco INCI (elenco di tutti gli ingredienti presenti nei prodotti cosmetici) ci sono diverse fasi.

Nelle formulazioni cosmetiche, di norma non vengono utilizzati semplicemente i corpi fruttiferi interi, bensì materie prime trattate, estratti o componenti isolati, a seconda del concetto di prodotto.

Nel caso della Tremella, sono i polisaccaridi a suscitare particolare interesse. Tuttavia, il comportamento che una materia prima assumerà in seguito in una formulazione cosmetica non dipende esclusivamente dal nome del fungo.

Anche i processi di produzione, la composizione, la concentrazione, gli altri ingredienti e la stabilità della formulazione finale rivestono un ruolo importante.

È quindi opportuno prestare attenzione alle affermazioni semplicistiche: i risultati di uno studio condotto su un estratto chiaramente definito non possono essere automaticamente estesi alla polvere, alle capsule, alle creme preparate in casa o a qualsiasi altro prodotto a base di Tremella.

Non tutte le Tremella sono uguali, almeno non se le si osserva più da vicino.

Infografica che illustra il percorso degli ingredienti della Tremella fino alla realizzazione dei prodotti cosmetici.

Perché il termine “qualità” negli studi ha un significato diverso rispetto a una promessa di acquisto

Nel campo della ricerca, la qualità significa soprattutto che il materiale oggetto di studio sia descritto nel modo più accurato possibile. Gli scienziati documentano, ad esempio, la provenienza, la preparazione, il metodo di estrazione, la concentrazione e la composizione di un campione. Solo così i risultati possono essere compresi e confrontati con altre ricerche.

Questo è più importante, ai fini della valutazione degli studi, rispetto alla questione di quale prodotto si ritenga “più piacevole al tatto” o quale si ritenga particolarmente efficace. Un campione sottoposto a studio scientifico è innanzitutto proprio questo: un campione ben definito in condizioni ben definite.

Per i lettori questo potrebbe sembrare meno affascinante di un rapido consiglio di bellezza. Ma impedisce che un’analisi di laboratorio si trasformi improvvisamente in una raccomandazione di acquisto o d’uso. E, onestamente, con un fungo così interessante come la Tremella, questo espediente non serve affatto.

La Tremella tra ricerca, cultura e cosmetica

La Tremella non è un fungo che debba necessariamente presentarsi con una storia drammatica. La sua particolarità risiede piuttosto nel suo aspetto e nella sua struttura: gelatinosa, chiara e abbastanza insolita da rimanere subito impressa nella memoria. A ciò si aggiungono i polisaccaridi della Tremella, che, grazie alle loro proprietà, sono oggetto di studio in diversi ambiti di ricerca e anche nelle formulazioni cosmetiche .

Chi cerca“cosmetici alla Tremella”si imbatte quindi spesso in termini altisonanti: idratazione, barriera, anti-invecchiamento o “alternativa naturale all’acido ialuronico”. Tali formulazioni sono comprensibili – e, naturalmente, suonano decisamente più accattivanti di«carboidrati complessi con struttura molecolare variabile». Tuttavia, semplificano eccessivamente lo stato attuale della ricerca, che dipende dal materiale, dall’estrazione, dalla formulazione e dal modello di analisi.

A ben vedere, il fungo gelatinoso non può essere ridotto né a una storia romantica sulla bellezza né a una moda cosmetica passeggera. È un fungo commestibile e coltivato con una lunga storia nell’Asia orientale, un organismo che non passa inosservato e un interessante oggetto di ricerca. In realtà basta già questo: il fungo gelatinoso non ha bisogno di promettere miracoli per essere affascinante.

Conclusione: un fungo che merita di essere osservato più da vicino

La Tremella collega diversi livelli: la sua forma insolita, simile a un gel, il suo ruolo nella storia culturale e gastronomica dell’Asia orientale, nonché un crescente interesse scientifico per i suoi polisaccaridi. Nel settore cosmetico, la Tremella compare quindi come ingrediente in alcune formulazioni.

Ciò che si può dedurre dagli studi dipende tuttavia sempre dalla domanda specifica: è stato esaminato un estratto, una sostanza isolata, una formulazione completa, un modello cellulare o un modello animale? I risultati della ricerca necessitano di un contesto prima di poter essere interpretati in modo sensato.

È proprio questo il modo corretto di considerare la Tremella: non una promessa di bellezza né un sostituto di una valutazione approfondita del prodotto, ma un fungo la cui struttura, storia e stato dell’arte della ricerca sollevano questioni interessanti. E a volte questa è una storia migliore di qualsiasi slogan sul “glow”.

Potrebbe interessarti anche questo

Informazioni sui funghi direttamente nella tua casella di posta

Iscriviti agli aggiornamenti di MamaMuscaria per godere di tantissimi vantaggi:

🍄 - Nuovi articoli sul blog e interessanti approfondimenti

📖 - Estratti esclusivi, guide e file PDF

🎁 - Sconto di benvenuto del 5% sul tuo primo ordine

🌿 - Consigli su natura, erbe aromatiche e funghi medicinali

🔥 - Accesso anticipato a nuovi prodotti e promozioni

❤️ - Uno sguardo dietro le quinte di MamaMuscaria